Orgogliosamente
nero e funky. Voce abrasiva come la carta vetrata e sangre caliente. Nel
1970 il ragazzo cattivo del rhythm ‘n’ blues approda a Philadelphia, presso la
corte di Gamble & Huff, per incidere In Philadelphia, il decimo
album di una carriera gloriosa. Ma tra i suoi solchi non ci troverete i
ruffiani ritmi danzerecci che tanta fama diedero ai due produttori nella prima
metà degli anni ’70, bensì un’equa divisione tra soul evoluto, grezza funkiness
e quei ritmi sudati che tanto picciono ai fratelli neri più cazzuti del ghetto.
E per capire quanto sia in sintonia coi suoi tempi e odori di funk questo disco
– questo grande disco – basta sbattere il grugno contro l’immenso iceberg dei
quasi sei minuti e mezzo di Get Me Back On Time, Engine Number 9, un
brano che dimostra come si possa essere duri, sporchi e cattivi anche muovendo
il culo. Get up
and boogie!
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