All’epoca
non se li è filati nessuno. Né in patria, né tantomeno fuori. Oggi non sono
stati nemmno sfiorati dall’industria della nostalgia. E per quanto riguarda il
futuro… beh, credo che lo sconsolante
trend verrà confermato. E’ proprio per questo che ne parliamo. Eppure avevano
tutte le carte in regola per sfondare i Jackson Heights: un’etichetta rampante
come la Charisma alle spalle per il viaggio incantato di King Progress,
loro debutto adulto, una surreale copertina ideata dallo studio Hypgnosis e un
pedigree che nella persona del loro leader, Lee Jackson, tirava in ballo i Nice
di Keith Emerson. La musica poi era una tela su cui Jackson dipingeva la sua
visione del pentagramma che prevedeva trame sottili ora diafane ora più
movimentate. Basta ascoltare Cry Of Eugene, già nel repertorio dei Nice, una meraviglia di canzone
che rimane enigmatica e avvincente come al primo ascolto.
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